Chi ci guiderà in questo viaggio?

– Circe, mantieni la promessa che mi facesti, di lasciarmi andare a casa. Ormai lo desidero anch’io, e sono impazienti gli altri compagni: mi rodono l’anima di continuo, sospirando intorno a me quando tu sei lontana.
Così dicevo. E lei subito mi rispondeva, la divina tra le dee:
– Sì, Odisseo, non rimanete più controvoglia nella mia casa. ma voi dovete prima compiere un altro viaggio e andare alle case di Ade e della terribile Persefone per consultare l’anima del tebano Tiresia, l’indovino cieco. Hai da sapere che il suo spirito vitale è immutato: a lui, anche dopo la morte, Persefone concesse la mente. Lui solo ha sentimento e intelligenza. Gli altri invece svolazzano laggiù come ombre.
Così parlava. E a me si spezzò il cuore.
Piangevo seduto sul letto: non avevo più voglia di vivere e di vedere la luce del sole. Ma quando mi fui stancato di piangere e di rigirarmi, allora le dissi:
– O Circe, e chi ci guiderà in questo viaggio?

(Odissea, Libro X)

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